Sunday, August 26, 2007

IRAQ: GLUCKSMANN SU LA STAMPA, PACIFISTI IPOCRITI

(RadioRadicale.it, 06Apr - 12.49) - Il filosofo francese: «Avrei preferito che il Consiglio di sicurezza all'unanimità esigesse l'esilio di Saddam Hussein, come avevano suggerito un certo numero di Stati arabi. E forse sarebbe stato possibile ottenerlo con una forte minaccia militare. Purtroppo la Francia, la Germania e le manifestazioni pacifiste hanno incoraggiato Saddam Hussein a credersi protetto».

«Pacifisti, siete ipocriti. Tacete i crimini del Raìss» è il titolo di un'intervista al filosofo e politologo francese André Glucksmann che appare oggi sul quotidiano La Stampa (non disponibile nella versione on-line). Rispondendo alle domande di Alain Elkann, Glucksmann sottolinea di avere un pensiero non solo diverso da quello del governo francese ma anche da quello del 92% dei suoi concittadini.

«Sono ultraminoritario e non mi dispiace. Io sono un intellettuale e un filosofo e non penso di dover sempre seguire la maggioranza. Non credo che vox populi sia uguale a vox dei». «D'altronde - aggiunge - sono abituato a essere in minoranza. Quando difendevo i diseredati dei Paesi dell'Est ero minoritario, quando nel '91 ho visitato Dubrovnik sotto i cannoni serbi ho chiesto l'intervento europeo contro Milosevic e si sono dovuti aspettare sette anni e 200 mila morti civili perché la Nato intervenisse e facesse smettere i massacri e la purificazione etnica. Eravamo tre o quattro uomini di penna e fummo ingiuriati, ma infine avevamo ragione noi intellettuali».

Glucksmann, in particolare, muove due rimproveri ai pacifisti. Il primo riguarda i massacri in Cecenia, per fermare i quali il filosofo si batte da sempre. «Non mi sembrano contro la guerra perché non manifestano contro una guerra che dura da dieci anni e annuncia lo sterminio totale di un popolo da un esercito russo che si permette ogni crimine contro l'umanità. Non capisco che decine di milioni di uomini e donne che manifestano contro la guerra abbiano dimenticato la peggiore guerra di oggi».

Il secondo riguarda in modo specifico l'Iraq. «Chi è contro la guerra è estremamente ipocrita, perché non parla della guerra che fa Saddam Hussein contro il suo popolo da trentacinque anni. I miei amici iracheni mi dicono che ha fatto più di 450 vittime al giorno dal 1979 in poi. Perciò mai manifesterò contro un intervento che ha lo scopo di obbligare Saddam Hussein a lasciare il potere, perché se certe manifestazioni "pacifiste" riuscissero, temo d'arrossire per vent'anni di fila all'idea che grazie alle mie manifestazioni Saddam Hussein rimanga al potere e continui a sterminare e a torturare il suo popolo».

«La guerra - continua Glucksmann - mi fa paura. E' piena di imprevisti. Saddam Hussein può usare armi pericolosissime e gli strateghi americani possono commettere molteplici errori. Clausewitz ha scritto che laguerra era per essenza imprevedibile nel suo svolgimento. Per questo avrei preferito che il Consiglio di sicurezza all'unanimità esigesse l'esilio di Saddam Hussein, come avevano suggerito un certo numero di Stati arabi. E forse sarebbe stato possibile ottenerlo con una forte minaccia militare. Purtroppo la Francia, la Germania e le manifestazioni pacifiste hanno incoraggiato Saddam Hussein a credersi protetto. Quindi si sono rivelate perfettamente controproduttive e hanno portato alla guerra, invece di ottenere la partenza di Saddam Hussein con la semplice pressione».

Glucksmann conclude con un'osservazione: «A parer mio il cartello più rivelatore di tutti quelli che sono stati esposti nei cortei pacifisti organizzati in tutto il mondo è quello dove era scritto "Fate il the e non la guerra". Io lo traduco non come "voglio la pace" ma come "voglio che mi lascino in pace, voglio dormire tranquillo dopo una buona tazza di the"». (RRRI)